Gesti Bianchi

  Il blog di Marco Mazzoni

Federer vince a Cincinnati, è stata vera gloria?

23 August 2010 - Inserito in: ATP, Focus, News

7 mesi. Un’infinità, passando tra inverno, primavera e metà estate; iniziando il conto da gennaio, dalla lontanissima Australia. Tanto ha dovuto attendere Roger Federer per vincere un altro torneo dagli Australian Open, suo unico successo targato 2010. Mai era accaduto nella straordinaria carriera del campionissimo, da quando, nel 2003, è diventato “Roger Federer”, l’uomo che incarna il talento, la classe, la purezza del gioco della racchetta.

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Impariamo da Benneteau

20 August 2010 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, News

Il titolo un po’ bizzarro di questo contributo potrebbe far storcere il naso a più di un attento osservatore dello sport della racchetta, soprattutto a chi mastica volentieri di tecnica e bel gioco. “Che diavolo vuoi imparare da quello lì, mezzo storto e diseguale…”, già sento tuonare commenti del genere da qualche stizzito hypernauta d’agosto in cerca di letture tennistiche.
Invece no. Leggete senza pregiudizi, cercando di andar oltre alla facciata.

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Correre al Roland Garros

19 August 2010 - Inserito in: 0-15 Tennis Magazine, Focus, Marco Mazzoni, Storia, Storie di Campioni

Le emozioni che ti lascia dentro un torneo del grande Slam sono uniche, irripetibili. Tanto che ogni volta l’ultimo vissuto pare il più bello di sempre, il più magico. Arrivano a dirlo anche coloro che di Slam ne hanno vissuti un numero a tre cifre, parlottando confidenzialmente davanti a un buon (? magari…) caffè preso al bar del centre court. Pardon, del Philippe Chatrier, visto di Parigi si tratta e l’anglofonia qua non è graditissima, a stento tollerata. A noi, che più giovani abbiamo iniziato il cammino dentro a questo mondo fantastico, resterà indelebile il ricordo di questo Slam, di questo Roland Garros 2010. Noi che non avevamo visto le gesta di Panatta 34 anni fa, ultimo azzurro a vincere uno Slam, potremo raccontare di aver vissuto l’impresa di Francesca Schiavone, di aver corso per i viali affollati dell’impianto per dirigersi verso un suo match o quello delle potenziali rivali; di aver ascoltato con sorpresa crescente le conferenze stampa della milanese, che con il consueto disincanto ha irretito tutti, francesi compresi, per il suo verace modo di essere, anche dopo cotanta vittoria, del tutto inattesa.

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Passeggiando per Umag

19 August 2010 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, Storia

Roland Garros e Wimbledon non hanno saziato la vostra voglia di tennis? Muoversi per tornei è spesso difficile e costoso? Guardando bene il calendario Atp, da 21 anni a fine luglio c’è un’ottima opportunità per coltivare la propria passione per il nostro amato sport e unire anche una bella (ed economica) vacanza al mare. Direzione Croazia, a soli 40 km da Trieste, dritti verso Umag. O Umago, visto che fino a poco più di mezzo secolo fa l’Istria era in tutto e per tutto parte del nostro Belpaese. Il vostro cronista non era mai stato a questo piccolo grande torneo.

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Baghdatis, il ritorno?

19 August 2010 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, News

Una delle note più positive di questa stagione è il ritorno ad ottimi livelli di Marcos Baghdatis. Cipriota, tennista solare e divertente, era balzato nel grande tennis nel 2006, quando da semi sconosciuto per il grande pubblico arrivò a contendere il titolo degli Australian Open a Roger Federer, strappandogli un set in finale, e battendo durante il torneo campioni come Roddick, Ljubicic e Nalbandian. Arrivo ad un passo dal qualificarsi al Master di fine stagione, grazie anche alla semifinale a Wimbledon. Poi una serie di infortuni e la difficoltà nel “reggere” la vita quasi monastica a cui deve adeguarsi un top10, l’hanno fatto prima vivacchiare nei primi 30 del mondo, e poi precipitare fuori dai top100. Un peccato per un tennista così vivace dal punto di vista tecnico e umano.

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Roger è il favorito per Wimbledon?

15 June 2010 - Inserito in: Focus, Slam, Storie di Campioni

Roger Federer sarà probabilmente considerato il favorito dell’edizione 2010 dei Championships di Wimbledon, al via lunedì prossimo. Anche se Nadal l’ha di nuovo detronizzato dopo la vittoria a Parigi, sarà lo svizzero (da campione in carica) ad inaugurare il centre court, alle ore 14 in punto. Non si scappa dalla tradizione british. Non è ancora chiaro se sarà lui la testa di serie n.1, oppure Nadal, se gli organizzatori seguiranno scrupolosamente il ranking Atp. E’ più probabile che sia Rafael la prima testa di serie, visto che il maiorchino vanta 1 successo e due finali al più importante torneo del mondo.

Federer dicevamo. L’attenzione di tutti gli appassionati è su di lui, ancor più dopo la brutta sconfitta patita ad Halle contro Hewitt. Uno contro cui non perdeva ormai da anni, e che anzi era diventato solo un “ottimo test” in vista di successi prestigiosi. La sconfitta ha colpito molti osservatori non solo perché è giunta in finale, nel torneo “feudo” di Roger, dove ha vinto 4 titoli e dove è solito preparare la campagna londinese. Ma per come è venuta sul campo. Roger s’è fatto rimontare, s’è fatto invischiare in palleggi ripetuti, concedendo troppi errori. Non è mai stato determinante col servizio, come nelle grandi vittorie (ricordiamo i 50 ace nel successo a Wimbledon 2009 vs Roddick in finale); se possibile peggiore il rendimento del suo dritto, il colpo a cui si aggrappa sempre e comunque. Troppi errori, arrivava spesso passivo sulla palla, finendo addirittura corto in molti palleggi, tanto che l’astuto Hewitt, nonostante i suoi colpi non facciano più male come un tempo, aveva buon gioco nell’aggirare la palla del rivale ed entrare col dritto, ricavando spesso winners o errori forzati.

Una sconfitta brutta, segnale di uno stato di forma lacunoso, e di uno mentale apatico.

Apatia. Questa è la parola con cui descriverei lo stato attuale di Roger. Visto a Roma, visto a Parigi. Si ammira sempre un bel tennis, movenze eleganti e qualche winner strappa applausi che camuffa gli occhi dell’appassionato (per non dire dei milioni di tifosi…) meno attento. Però qualcosa non tennis di Roger non va, e non va più dalla vittoria degli Austrlian Open, quindi da fine gennaio. Roger pare poco intenso, è quasi sempre un filo in ritardo sulla palla, e con un tennis così difficile e anticipato questo fa una differenza totale. Inoltre i momenti di pausa mentale, quei vuoti che gli costano spesso dei break improvvisi, sono diventati una costante delle sue partite. Non c’è superficie che tenga, o rivale che tenga. Il tarlo nel tennis di Roger deriva da dentro, e si ripropone spesso e in modo del tutto imprevedibile. A leggere tra le righe delle sue dichiarazioni, penso che ne sia del tutto consapevole, ma che non riesca al momento a trovarne un motivo. Può essere che dopo la grande vittoria agli Australian Open abbia allentato i ritmi, e che la ripresa in primavera sia stata più lenta del solito. Possibilissimo. E non è una novità, visto che già nelle stagioni scorse il campionissimo ha del tutto snobbato i tornei sul cemento Usa.

Però con l’arrivo dei tornei sulla terra e grandi appuntamenti (diciamo da Roma in poi) tutti si aspettavano un Federer in buona forma fisica, in crescendo, con l’obiettivo di trovare il top della forma all’interno del Roland Garros e via per Wimbledon, il torneo che sente di più e nel quale non può sbagliare.

Qualcosa non sta funzionando, è evidente. Roger ha tutto per risollevarsi, per ritrovare il servizio e la intensità dei giorni migliori. Ma questi momenti “top level” stanno diventando sempre più rari nell’arco di una stagione. A Wimbledon Federer vanta una superiorità tecnica che lo rendono in teoria vulnerabile solo contro pochi giocatori. In teoria. Perché di sicuro nessuno penserebbe che Hewitt possa entrare in questa ristretta cerchia di potenziali pericoli, invece c’è entrato.

Uno Slam è un torneo molto diverso. Strappare ben 3 set a Roger non sarà facile per nessuno. Però le incognite ci sono, e il Nadal che ha stradominato a Parigi sarà un avversario non solo competitivo, ma addirittura favorito in caso di loro finale, se non altro per i confronti diretti che pesano moltissimo. Però non vorrei che Roger fosse entrato in una fase di carriera molto nota ai “vecchi campioni”, come ben hanno raccontato sia McEnroe che Edberg. Ecco le frasi di Stefan, di qualche anno fa: “E’ strano… invecchiando mi alleno ancor di più per restare in forma, faccio tutto bene, mangio ancor meglio, dormo molto, eppure ci sono certe mattine che entro in campo e il corpo non risponde come vorresti, senti palla peggio, le gambe non scattano, fai tutto un più lentamente… e non c’è rimedio, si sta solo invecchiando.. ti auguri che non accada proprio in un match difficile…”.

Il prossimo Wimbledon sarà un torneo aperto. Nadal, quello visto a Parigi, è competitivo anche per il successo. Roger, nonostante i dubbi, resta forse il favorito. Più incerta la posizione di un Murray, per non parlare di Djokovic, sempre più fumoso nei grandi tornei. E se venisse fuori una sorpresa?

Nadal, quinto titolo a Parigi

7 June 2010 - Inserito in: Marco Mazzoni, News, Slam

Rafa Nadal completa lo “slam rosso” vincendo la sua quinta coppa dei Moschettieri. Non c’è match in finale contro Soderling. Rafael torna anche n.1 del mondo stoppando la rincorsa di Federer al record assoluto di Sampras, fermo a 286 settimane. Sarà difficile che Roger riesca a tornare a breve al n.1 in classifica, poiché Nadal non ha punti di difendere ne a Wimbledon ne in estate, a differenza di Roger, che detiene il titolo dei Championships e vinse anche il Master 1000 canadese l’anno scorso.

Nadal è crollato a terra dopo il match point, felice per aver riconquistato il “suo” torneo, dopo la debacle dell’anno scorso, quando proprio Soderling l’aveva estromesso prematuramente. La finale è stata deludente. Lo svedese è parso l’ombra di quel giocatore che con bordate di servizio e diritto aveva tramortito tutti gli avversari, Federer compreso. Nadal ha giocato un match consistente, servendo abbastanza bene e con alcuni capolavori difensivi. E’ parso nettamente più forte del rivale ieri, tanto da non aver mai perso il servizio. Fin dai primi games s’è capito come sarebbe andato a finire il match. Poche le accelerazioni di Robin che hanno lasciato fermo Rafa, che al contrario riusciva a tenere un ritmo gara non eccezionale ma consistente.

Consistente, questa la parola che spiega l’ennesimo successo a Parigi per Rafa. Non ha quasi mai incantato come in qualche edizione passata, ma non ha mai concesso molto, eccetto un paio di passaggi a vuoto contro Almagro e Melzer, ma quando ormai il match era indirizzato dalla sua parte. Meno potente ma veloce, ha giocato al meglio del suo potenziale attuale, che è una spanna sopra a tutti i rivali sull’amata terra battuta. Non ha perso un set in tutto il torneo, a confermare la sua superiorità; è la seconda volta che gli capita a Parigi (2008 l’altra occasione), un record che lo uguaglia a Borg. L’”orso” svedese vanta sei titoli a Parigi, ma se Rafael resterà sano fisicamente, anche l’anno prossimo sarà l’uomo da battere poiché su terra battuta non si vede all’orizzonte qualcuno in grado di impensierirlo. Forse un Del Potro al top, come lo fu l’anno scorso.

Si chiude quindi l’edizione 2010 dello Slam parigino, che noi ricorderemo per sempre grazie alla storica, incredibile, straordinaria vittoria di Francesca Schiavone, ieri pomeriggio rientrata in Italia con la coppa Lenglen in mano.

Da oggi tutti sull’erba. Ad Halle in Germania e al Queen’s di Londra, in vista di Wimbledon che inizierà il 21 giugno. Francesca ha detto di non esser per nulla appagata, ma che cercherà di continuare la sua corsa anche sui prati. L’anno scorso raggiunse i quarti di finale.

Vittoria! Francesca si aggiudica il Roland Garros 2010

5 June 2010 - Inserito in: Focus, Marco Mazzoni, News, Slam

Ma è proprio vero? Si! Francesca Schiavone ha vinto il Roland Garros 2010! Ha battuto in finale per 64 76(2) l’australiana Samantha Stosur. Mai una italiana era arrivata nella finale di uno Slam. Vinciamo un torneo dello Slam, ancora Parigi 34 anni dopo Adriano Panatta (1976). Incredibile. Un sole splendido ha baciato il suo primo successo. 5 giugno 2010. Questa data rimarrà storica, scolpita nella storia del nostro tennis e del nostro sport. Per sempre.

La vita a volte è crudele, a volte ti regala dei sogni. Francesca Schiavone è stata bravissima a trasformare un sogno in realtà. E’ stata eccezionale a giocare al suo meglio nel torneo giusto, quello del destino. A trovarsi al posto giusto nel momento giusto. A cogliere un’occasione forse irripetibile, inserendosi in un torneo aperto, in cui s’è mantenuta quella tendenza degli ultimi mesi in cui tutte le big più o meno sono in crisi. Era quindi possibile che a Parigi uscisse una outsider. E’ stata Francesca! La più brava e fortunata a trovarsi nella miglior condizioni nel torneo della vita, quello che ti consegna all’immortalità. Perché da oggi Francesca è entrata nella storia del tennis per la porta principale. E’ la più forte tennista italiana di sempre. Nessuna prima di lei aveva mai nemmeno giocato una finale di uno Slam, vincerlo era un sogno proibito. Oggi è realtà.
Fortunata? Anche. Ma senza fortuna non si va da nessuna parte, e lei eccome se la sua fortuna è stata brava a crearsela. Francesca ha giocato un torneo perfetto. Solo un set perso, il primissimo, e poi una cosa “folle” e spregiudicata verso la coppa Suzanne Lenglen, quella della terra parigina, quella che la giovane Francesca sognava da piccola sui campi del Bonacossa. Lavorava duro, sognava quel trofeo. Oggi è tra le sue mani. Incredula ha guardato la palla scheggiata dalla Stosur scalare la tributa, è il matchpoint, è finita! E’ crollata a terra piangente, fuori di sé dalla gioia. S’è finalmente lasciata andare dopo una finale perfetta.
Poche volte ho visto una tennista applicare alla perfezione un game plan studiato a tavolino in modo così preciso, scientifico. La Schiavone ha fatto tutto quello che era possibile per battere la Stosur. Ha servito bene, è stata lunga e arrotata nel palleggio, non dando mai una palla comoda e centrale, facile preda del drittone della aussie. Ha tirato fuori le lacune del suo rovescio, la poca sensibilità e meno lucidità, sfruttando invece a pieno quel suo rovescio così lavorato, vario, “rognoso” da rigiocare. Non c’è stata mai tensione in lei, ha giocato decontratta, serena, lucida. Un break sul 4 pari, e via alla conquista del primo set. Nel secondo va sotto di un break, perché allenta un minimo la pressione e si fa aggredire. Ma reagisce subito. Lavorando duro col dritto in topspin, butta fuori dal campo “Sam” e viene avanti a prendersi il punto. Coraggio, lucidità, quasi nessun errore gratuito, uso perfetto dei suoi colpi per muovere la Stosur senza mai consentirle palle comode da spingere col dritto. E poi una decina di discese a rete in cui ha toccato la palla con sapienza, vincendole praticamente tutte. Intelligenza, freddezza, capacità di giocare la palla mai a caso, e senza regalare nulla. Mai uno spiraglio a cui la Stosur potesse aggrapparsi, mai un momento di paura evidente. Granitica in quel suo sguardo così intenso, a tratti disincantato. Quello di chi sta vivendo un sogno in prima persona e non ha paura di perderlo, ma che invece se lo sta assaporando momento per momento. Così è avanzata sicura in tutto il match, sin dal primo punto e ancor più nella stretta finale del secondo set, quando era chiaro che quel set sarebbe stato decisivo. Si arriva al tiebreak nel secondo set. Un capolavoro di Francesca. Vincenti di dritto, colpi lunghissimi a muovere la rivale fuori dal campo portandola dove la Stosur non ama, attacchi a rete con sapienza e coraggio. Una sinfonia trionfale, una vittoria strameritata, sul piano del gioco e della personalità.
La coppa e tua Francesca, ma è anche un po’ di tutti gli amanti del tennis in Italia, da troppi anni bistrattati e oggi finalmente felici.

Rafa ancora Re di Roma

3 May 2010 - Inserito in: Focus, News

Rafael Nadal si conferma miglior “terraiolo” al mondo, vincendo il suo quinto titolo degli Internazionali BNL d’Italia. Battuto Ferrer in una finale disturbata più volte dalla pioggia: 75 62 lo score finale a favore del maiorchino. Dodici mesi fa Nadal pareva inarrestabile. Era il n.1 del mondo, nessuno riusciva a batterlo…

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Dal Foro Italico: agrodolce italian days

28 April 2010 - Inserito in: ATP, Marco Mazzoni, News

Dopo lo choc della sconfitta di Federer, oggi agli Internazionali gli italiani sono stati gli assoluti protagonisti. Nel bene, e nel male. Ben quattro azzurri sono scesi in campo, rimediando un bilancio di una vittoria (Volandri) e tre sconfitte (Starace in serata, Bolelli e Lorenzi).

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