Italiani a Melbourne? Chiedere ad Aldo Busi
19 January 2010 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, News, Slam
Il titolo di questo mio commento alla spedizione italica a Melbourne (maschile, off course, le donne azzurre per fortuna sono fatte di ben altra materia) potrà lasciare perplesso più di un lettore, soprattutto coloro che non conoscono la genialità narrativa dello scrittore Aldo Busi. Qualche anno fa, Aldo scrisse un libro alquanto grottesco sulla società italiana, sempre più alla deriva morale per un’ostinata e continua ricerca del potere. Ad Aldo piace il tennis? Non saprei, purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerlo. Però il titolo di questo suo libro (consigliatissimo) è un esauriente “Cazzi & Canguri (pochissimi i canguri)”. Non mi date del maleducato o del farneticante, il libro esiste veramente. Magari una sua lettura potrebbe anche indirizzare qualcuno verso nuovi orizzonti culturali. Con questo forte accostamento non voglio assolutamente offendere nessuno, perchè non mi riferisco ad uno o più giocatori, tutti seri e bravi professionisti; ma ad una situazione che s’è creata e che con enorme delusione abbiamo vissuto, soffrendo per come è andata.

Marcos è tornato, forse
16 January 2010 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, News
Sabato mattina di tennis, direttamente da Sydney. Finale per palati fini: il braccio fatato di Gasquet contro il gioco intelligente e fantasioso di Baghdatis. Zero mazzate, pochissimo top assassino, ma completo dominio del campo in ogni suo angolo, per tutta la sua lunghezza. Questo è il tennis.
Davydenko, adesso o mai più!
14 January 2010 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, News, Slam
Il russo Nikolay Davydenko è il tennista più caldo del momento. Frase un po’ bizzarra, visto che l’inverno 2009 / 2010 è uno dei più freddi, nevosi e severi degli ultimi anni. Però, ad altre latitudini, l’ucraino (luogo di nascita di Nikolay) venuto …dal freddo… sta vincendo, anzi, sbaragliando il campo con continui jackpot. E scaldando i cuori di coloro che amano il bel gioco.
Affermazioni queste che accostate a Davydenko possono far sobbalzare qualche appassionato, e magari far “sorridere” alcuni benpensanti tennistici. Pura invidia o miopia, aggiungo io. Eccovi il perché.
Recensione di Paolo Silvestri (scrittore, giornalista che vive in Spagna) al libro Tennis sul divano
13 January 2010 - Inserito in: 0-15 Tennis Magazine, Libri, Marco Mazzoni, Storia
Tutti noi incalliti appassionati che dedichiamo ore a giocare, ad analizzare, a guardare, a interpretare, a sviscerare il tennis, almeno una volta abbiamo pensato, quasi con sconcerto esistenziale, che, in fondo, si tratta di tirare la pallina al di là della rete cercando di metterla all’interno di un rettangolo disegnato per terra e, se si gioca una partita, tentare di fare più punti e commetere meno errori dell’avversario. E merita allora tanta attenzione, tante parole, tante energie? Se vi assale questo dubbio, leggete “Tennis sul divano” e avrete un nuovo punto di vista a confermare che le merita.

Roger salta la Davis vs Nadal. Delusione, ecco perché
30 December 2009 - Inserito in: Davis, Focus, Marco Mazzoni, News, Storie di Campioni
Roger Federer ha annunciato stamani che non prenderà parte al primo match di Davis, che vede opposta la sua Svizzera alla Spagna di Nadal sulla terra iberica. Delusione per una decisione discutibile da parte del n.1 del mondo.
2010: riscatto Chakvetadze?
22 December 2009 - Inserito in: Focus, News, Tennis Femminile
La russa Ana Chaktevadze è crollata dal n.5 del mondo all’anonimato, colpa infortuni e l’assalto subito a casa da ladri. Nel 2010 ha voglia di ricominciare da dove tutto s’era fermato. Vuole riprendere la sua carriera sportiva, ripartendo non da zero ma quasi.
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Oscar del tennis 2009 - maschile
4 December 2009 - Inserito in: ATP, Focus, Marco Mazzoni, News
Con la stagione 2009 in archivio, ecco gli Oscar del tennis 2009.
Giocatore dell’anno: Roger Federer
Stagione con bassi sconfortanti e picchi vertiginosi. Le vittorie al Roland Garros e Wimbledon lo consacrano come più forte tennista dell’era moderna. Career Grand Slam a Parigi; 15esimo Slam a Wimbledon, record assoluto (e che finale! Da record anche quella); chiude da n.1 per la sesta volta, tornando in vetta dopo la pausa del 2008 (solo Lendl c’era riuscito). Era partito malissimo con le lacrime australiane, proseguendo traballante in una primavera da semi-pensionato. In mezzo a tutto questo l’annuncio della prossima paternità, le nozze in segreto. Arriva all’improvviso la favola di Parigi, la sesta coppa dei Championships e la gioia per la doppia paternità in luglio. Se avesse tenuto mentalmente per un’ora in più avrebbe vinto anche gli Us Open. Resterà l’annata più intensa, anche umanamente, della sua vita. In autunno le pause mentali gli sono costati molti match, ma nel 2010, se starà in salute, resta l’uomo da battere gli Slam, gli unici eventi in cui gioca “da Federer”. Leggendario.
Altri in ascesa:
Del Potro. Vince il suo primo Slam a NY, confermando l’impressione che sia quello con più testa, potenza e cattiveria agonistica per prendere il posto di Re Federer, sorpassando nella mia graduatoria sia Murray (ancora a secco nei major) che Djokovic. La potenza del suo dritto è imbarazzante, misterioso come riesca ad esser così fluido ed agile nonostante la stazza. Sta centrando anche il servizio: quando capirà che alla battuta può far malissimo, batterlo sarà una impresa titanica. Gigante.
Marin Cilic. Da quando lavora con Bob Brett il longilineo croato ha aggiunto molta sostanza al suo tennis. Resta ancora troppo ancorato dietro: viste le sue misure e la sua mano potrebbe aggredire maggiormente il campo e la rete. Brett lo sa. E’ molto giovane e non gli manca nulla per sedersi alla tavola dei grandi. Se farà scattare definitivamente qualcosa nella sua testa, il 2010 potrebbe esser l’anno della sua consacrazione. Futuro.
Fernando Verdasco. Da quando lavora con Gil Reyes e Darren Cahill del team Adidas, ha aggiunto sostanza a un talento arcinoto quanto fumoso. Il suo gancio mancino può far malissimo, ma nei momenti caldi del match ancora latita. E lì non c’è trainer che ti possa aiutare, semmai un serio lavoro mentale. Incognita.
Delusione dell’anno: Rafael Nadal
Affermazione un po’ forte, lo ammetto, ma per me ci sta tutta. Non tanto per i numeri ma per la pericolosissima tendenza al ribasso delle sue azioni, più prossime alla svalutazione che ad un rimbalzo. Inizia la stagione sulla scia del 2008 vincendo di forza a Melbourne; continua nei Master1000 americani, più stancamente su terra, qualcosa si sta rompendo. Lo shock a Parigi: perde per la 1^ volta in carriera sulla “sua” terra, il ginocchio (e forse qualcos’altro) fa crack. Rientra dopo due mesi, pare il “fratello magro”, sgonfiato. Anche il suo tennis, basato su potenza e sostanza, è sgonfiato. Di grinta regge e batte il 90% dei tennisti; ma contro i big ha preso solo schiaffoni dall’estate scorsa. Al Master la pochezza del suo tennis ha spaventato. Corto nel palleggio, meno determinato, anche in difesa ha perso punti. E’ necessario che cambi il modo di stare in campo e soprattutto di colpire col dritto, perché con quella meccanica esecutiva ma minor forza il suo tennis non fa più male. Ha vinto molto anche nel 2009, ma solo nei primi 4 mesi. Poi un crollo evidente, inspiegabile. Ce lo spieghi lui, per ora non c’è riuscito. Slim Fast.
Altre “delusioni”
Tennis Italiano. Abbiamo perso decine di posizioni in classifica. Non abbiamo vinto un torneo ATP. Bolelli era atteso ad una conferma, ha confezionato più stecche che assoli. Seppi si resta il migliore, ma senza un acuto come fu Amburgo 2008; Fognini, il più giovane, destinato a diventare il nostro nuovo n.1, ma anche lui non ha brillato come si sperava. Bravo Paolo Lorenzi, che chiude l’anno al n.85, ma solo con i Challenger. L’ATP tour, con cui si cimenterà nel 2010, è forse un’altra cosa. I giovanissimi nelle retrovie sono lontani anni luce. Il 2010 non si prospetta come facilissimo. Bandiera a mezz’asta.
Andy Murray. Ha toccato in estate il n.2 del mondo, ha vinto Master 1000, quindi parlare di delusione è un po’ eccessivo. Però negli Slam è indubbio che manchi di continuità e sostanza. Il suo tennis è molto vario, divertente, ma corre troppo, fa troppa fatica, ed accusa delle pause d’intensità che non gli hanno ancora permesso di eccellere nelle due settimane. Deve capire che per vincere uno Slam c’è da spingere a tutta dalla prima all’ultima palla, in sette match consecutivi. Pare prontissimo alla vittoria, ma il prossimo anno sarà decisivo. Del Potro ha già salito il gradino, Djokovic pare in ripresa. Da primo ricambio di Federer potrebbe diventare il terzo. Al bivio.
Novak Djokovic. Anche per lui non si può parlare di stagione negativa, ma non ha vinto nessun Slam non raggiungendo nemmeno una finale, e fino a Paris Bercy non era riuscito a vincere nemmeno un 1000, perdendo una sfilza di finali e semifinali. Ad inizio anno ha pagato il cambio di racchetta, perdendosi in una pericolosa involuzione del suo tennis. Pareva spingere a fatica, alternando momenti di grande intensità a pause improvvise. Nel finale di stagione s’è visto un Nole più consistente, possibile annata di assestamento la sua. Il 2010 dirà. Stand by.
James Blake. Crollato dopo esser stato top10 per qualche stagione. Sunset Boulevard.
Sorpresa dell’anno: Robin Soderling
Da anni bazzica i piani medi del circuito con qualche exploit soprattutto indoor. La continuità di rendimento e i tanti scalpi di prestigio lo issano a sorpresa dell’anno 2009. Su tutte la vittoria a Parigi contro Nadal, preso di petto ed a tratti a pallate. Ha raggiunto la sua prima finale in uno Slam, dove solo un Roger all’appuntamento con la storia l’ha fermato. Se non avesse imbroccato Roger anche a Wimbledon poteva far danni consistenti anche sui prati. Ha giocato bene anche indoor, soprattutto al Master di Londra. La Svezia ritrova un top10 dopo anni. Sguardo elettrico, non un mostro di simpatia, agli antipodi del cliché dello svedese, ma ben venga qualche bad-boy a dar un po’ di pepe. Elettrico.
Match dell’anno: Finale di Wimbledon Federer b. Roddick 16-14 al quinto set.
Non è stato forse il match più spettacolare, ma certamente è quello che resterà come simbolo dell’annata 2009. Ha segnato molti record assoluti (durata ai Championships, 50 ace di Roger e molti altri), ha consegnato Federer alla storia (15esimo Slam). A fine match la foto dei più grandi di sempre tutti insieme: Federer, Sampras, Borg e Laver, cartolina da conservare gelosamente. Altri match che meritano una segnalazione: semifinale di Madrid tra Nadal e Djokovic, oltre tre ore di mazzate e recuperi terrificanti, con vittoria del toro di Manacor; semifinale del Roland Garros con Del Potro che battaglia alla grande con Federer per quattro ore; sempre Del Potro vince contro Federer allo Us Open, tra alti e bassi di entrambi, ma ho ancora negli occhi quelle terrificanti accelerazioni di dritto dell’argentino; Nadal - Verdasco semifinale Australian Open, con decine di scambi mozzafiato tra due che non ne volevano sapere di mollare nemmeno un 15.
Ritorno dell’anno:
Radek Stepanek. E’ tornato vicino alla top10 con il suo tennis d’antan, fatto di tocchi, attacchi alla rete e tanto coraggio invece che le solite mazzate. Sarà brutto e cattivo, ma io ne vorrei almeno 10 come lui nei top30, ci divertiremmo di più. Vintage.
Hewitt e Ferrero si sono svegliati dopo anni di torpore, ma senza acuti degni dei campioni che furono. Si rivede anche Baghdatis: il simpatico cipriota in autunno è tornato con una buona salute atletica e qualche risultato. Siamo ancora molto indietro, ma ritrovare il suo talento ed il suo sorriso sarebbe una manna per il grande tennis.
Torneo dell’anno: Roland Garros …e Wimbledon appena dietro
Non solo per la “favola” di Federer con cui s’è concluso, ma il torneo parigino ha regalato molti match davvero notevoli grazie a Gonzalez, Del Potro, Federer, Monfils. E nel bene o nel male, anche la sconfitta di Nadal è passata alla storia di quel torneo (e del tennis). Tuttavia anche Wimbledon segue a brevissima distanza, grazie non solo a Roger ma soprattutto a Hewitt, Haas e Roddick, che hanno entusiasmato con match straordinari per intensità e qualità.
Italiano dell’anno: Nessuno.
Il fatto dell’anno: i record di Federer, il crollo di Nadal
Pagina nera: le parole di Agassi, che con la sua confessione a scoppio ritardato ha sconvolto il mondo del tennis, gettando ombre nerissime sull’ATP.
Ciao Marat. Se davvero confermerà il suo ritiro (io continuo ad aver qualche dubbio, s’è ritirato a soli 29 anni), Marat lascia un vuoto incolmabile. Pochi hanno racchiuso così bene l’icona del tennista genio e sregolatezza; pochissimi hanno giocato così bene a tennis. Nessuno più di lui ha incarnato il giocatore di potenza e talento. Ci mancherà.
Malisse e Wickmayer alla commissione anti doping belga
2 October 2009 - Inserito in: ATP, Marco Mazzoni, News, Tennis Femminile
La giovane semifinalista dello scorso Us Open Wickmayer e Xavier Malisse sono stati convocati dalla commisione anti doping belga per aver violato la regola della “reperibilità”. La notizia è uscita dalla agenzia Reuters belga. Entrambi dovranno dare spiegazioni, pena una squalifica.
Nadal sarà a Pechino, e non a Copenhagen
1 October 2009 - Inserito in: News
Rafa Nadal conferma la sua presenza al torneo di Pechino, al via la prossima settimana. Il suo rientro in un torneo Atp era stato messo in dubbio per il persistere dei malanni che in questo 2009 gli hanno dato poca tregua dalla tarda primavera. Ma non sarà a Copenhagen per la “missione” olimpica.
Agassi tra beneficenza e racchette
30 September 2009 - Inserito in: Focus, Marco Mazzoni, News, Storie di Campioni
Novità dall’indimenticabile campione di Las Vegas: ha raccolto oltre 8 milioni di dollari nell’ultimo evento della sua fondazione, sta per uscire la sua biografia e debutterà sul senior tour
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